
"Solo il rispetto, rivelandoci il «sacro», quanto cioè non può essere per nessun motivo oltraggiato, ci preserverà dal profanare il presente, incuranti del futuro." (Christoph Schönborn)
Lunedì mi sono ritrovato dopo tanto, tantissimo tempo a guardare la tv.
E il motivo era più che valido, oserei dire: The Departed. Un filmetto firmato da quel dilettante di Scorsese.
Sorvolando sui problemi di trasmissione del nostro ormai amato(?) digitale terrestre, fra una pubblicità e l’altra mi è capitato di fare un po di “zapping”.
E fu così che incappai in un momento non troppo alto di televisione italiana: il Grande Fratello.
E indovinate in quale momento (e non fate finta di non sapere di cosa parlo!)?
L’espulsione di un concorrente in seguito ad un comportamento “scorretto”.
Ma andiamo con ordine.
Quasi mi vergogno a sapere tante cose sull’argomento, ma ciò che mi preme è portarvi verso la mia considerazione finale.
Durante la settimana scorsa, all’interno di un discorso come qualsiasi altro, ad un concorrente scappa una parola di troppo, che difficilmente, soprattutto in un paese come l’Italia, passa inosservato: una bestemmia, in diretta!
Ora, non è solo l’accaduto in se che mi ha fatto riflettere (siamo purtroppo abituati a tale linguaggio…), ma tutto ciò che ha generato in seguito, nella casa e fuori.
La regia è stata impeccabile, quasi cinematografica.
Nello studio regna una grande tensione, la suspense è tangibile anche nella casa quando la Marcuzzi annuncia che è successo qualcosa di grave nei giorni passati, e che bisognerà prendere dei seri provvedimenti.
Viene rivelato il colpevole, che in pieno stile italiano finge di non sapere assolutamente di cosa si stia parlando, e, come Striscia insegna, per fugare ogni dubbio viene mostrato a noi e agli inqulini la registrazione riportante il misfatto: lo spiazzamento è generale e Massimo, questo il protagonista della vicenda, sfodera una faccia del tipo “ah, caspita mi era proprio passato di mente!”.
Sostenendo l’ingiustizia degli eventuali provvedimenti della direzione, ai concorrenti viene mostrato anche un breve montaggio dei titoli delle maggiori testate italiane riportanti in prima pagina le espressioni di sdegno per quella irrispettosa parola.
E’ scandalo.
Ogni dubbio è ora fugato: l’accaduto non era forse così “irrisorio” come credevano. I ragazzi intuiscono ormai chiaramente la conseguenza. Le lacrime sono copiose.
Mentre Massimo vaga nervosamente in 2 metri quadri con le mani nei (pochi) capelli, il resto della ciurma dà fondo alla propria riserva di liquidi, minacciando una vera e propria alluvione casalinga.
Gli Haitiani? Dilettanti.
La Marcuzzi spiega che non si puo passare sopra ad un avvenimento del genere, e che si deve fare qualcosa.
Massimo si assume eroicamente ogni responsabilità di quel folle gesto, gonfia il petto, è pronto! Che uomo!
Il dolore è straziante, non è facile perdere una persona, una ricchezza del genere.
Per qualche assurda ragione, si è più addolorati per la “perdita” di quella persona, che per il motivo per cui è stata “persa”.
Massimo è invitato ad uscire. Interviene il sommo Signorini.
E’ da questo momento che la mia attenzione si è focalizzata maggiormente sulla faccenda.
Signorini, ad uno dei distrutti concorrenti: “Ma scusa, vorrei dire una cosa, tu che ti professi tanto cattolico, credente, tu che hai portato la tua “fede” nella casa, noi vorremmo sentire cosa ne pensi tu per una volta, visto che fino ad ora sei stato in silenzio a riguardo”. Però! Mica stupido il tipo!
L’incalzamento, da buon uomo(?!) di spettacolo quale è, è televisivamente geniale, ora la palla passa al “credente”.
Mi dico ingenuamente: “Oh, magari da questa immondizia ne esce qualcosa di utile e buono per una volta, è un’occasione ghiottissima per spiegare un punto di vista diverso!”
È il disarmo più totale!
Il tizio non riesce a mettere 4 parole in fila di senso compiuto sull’argomento, è confuso, non si capisce se lo è più per l’espulsione del macho palestrato, o perché effettivamente non sa neanche lui in cosa crede…e il dolore continua (almeno fino all’inizio di Mai Dire…!).
Ora mi domando: possibile che per parlare di fede in televisione, debbano accadere cose simili?
Possibile che ci sia tanta “ignoranza” in tema? E soprattutto da parte di chi, di quella fede, si fa seguitore?
Di opinioni riguardo all’accaduto ne ho sentite diverse; da chi è totalmente disgustato da ciò che è stato detto, a chi pensa: “ora si stanno attaccando alla bestemmia, ma perché non è altrettanto grave ciò che fanno davanti alle telecamere ogni giorno?”. Effettivamente…
Certo che per un media, fare del moralismo in una situazione del genere, è una missione piuttosto rischiosa…accusano un linguaggio scorretto, ma ci propinano del materiale moralmente piuttosto scadente ogni giorno…
E come se non bastasse, su Facebook, a meno di 24 ore dall’accaduto, prolificano gruppi su gruppi a sostegno del bestemmiatore, rivolendolo dentro la casa.
Forse è arrivato il momento di gridare forte.
Forse è arrivato il momento di far capire a questa città, a questo paese, che c’è un popolo che ama Dio, che si sforza di onorarlo nonostante i propri sbagli, che non è accettabile sentir dire, per le strade come in tv, delle aberrazioni simili, che se tu bestemmi colui che considero un Padre, come la prenderesti se io bestemmiassi il nome di tuo padre, o di tua madre? Allora forse non considereresti più la bestemmia come un “vabe puo scappare, non l’ho detto per offendere, te la stai prendendo troppo”.
Troppo spesso ci si professa paese cattolico, credente. Ci spacciamo per spavaldi difensori della cultura e dei valori italici, e poi non sappiamo nemmeno di cosa stiamo trattando. Ci riempiamo la bocca di belle parole e poi con estrema leggerezza si affrontano temi importanti come il rispetto, l’amore, la fede. Svendendoli.
Io di certo non sono nessuno per insegnare o per giudicare, ma almeno su ciò che amo permettetemi di esprimermi.
Dio, che tu creda alla sua esistenza o meno, non si merita certi discorsi, certi comportamenti, certe offese. E se non vuoi farlo per Lui, almeno rispetta chi lo ha conosciuto, e lo porta con se nella sua vita.
Ma il problema è anche qualcos’altro.
Oggi la bestemmia è diventato un intercalare, una punteggiatura. La palma di “Categoria meno rispettata” ormai se la giocano stranieri e credenti. E non ti invidio per niente se sei un credente straniero in questo paese…
Siamo abituati sul posto di lavoro, a scuola, nei luoghi pubblici ad ascoltare offese al nome di Dio, ormai per le cose più futili e stupide. E non ci dovrebbe essere bisogno di me che vengo e ti dico che sono credente e mi stai mancando di rispetto. Il rispetto andrebbe portato a prescindere. E per le cose giuste. Perché scommetto che se un ragazzo sale su un autobus e grida una bestemmia, dubito rischi qualcosa all’infuori dei commenti sottovoce di qualche vecchietta. Ma se lo stesso ragazzo, sullo stesso autobus, gridasse Roma M***a, sono convinto che sarebbe ottima cosa per lui essere allenato negli 800 metri a ostacoli, se non vuole essere linciato.Questo è il paese in cui viviamo. Questa è la società che abbiamo creato.
Allora, vogliamo fare qualcosa?
Be careful little eyes, what you see
Be careful little mouth, what you say…
LeleDreamer
Pubblicato in Life, Media
Tag: bestemmia, Fede, Grande Fratello, persone, rispetto, Roma, TV