Tutta colpa dell’entusiasmo – Parte 2

•19 dicembre 2011 • 4 commenti

A volte riflettono più loro...

(…se non lo hai ancora fatto, leggi la Parte 1)

“Ma come” - direte voi – “tu, che ti vanti di avere un Dio con cui parli, che ti dice direttamente cosa è bene fare e cosa non lo è, fai le cose di testa tua? Ma ci prendi in giro allora?”; in realtà no, ma molte volte purtroppo è proprio questo che accade. Ed è accaduto a me per primo, sia chiaro. Continua a leggere ‘Tutta colpa dell’entusiasmo – Parte 2′

Tutta colpa dell’entusiasmo – Parte 1

•15 dicembre 2011 • 2 commenti

Superentusiasmo, in azione!

Pensavo all’entusiasmo.

Pensavo a quanto bello e allo stesso tempo pericoloso possa essere.
Si perchè l’entusiasmo è quello che ti porta a sognare, a immaginare, a pensare e a fare.
Ma non ti aiuta a riflettere, quello no. Continua a leggere ‘Tutta colpa dell’entusiasmo – Parte 1′

È una giostra che và

•15 aprile 2010 • 6 commenti

Riflettevo sulla vita. Sulla vita non intesa in senso strettamente mistico, ma come successione di fatti, di persone, di circostanze.
E l’ho paragonata ad una grande, grandissima giostra.
Sapete, di quelle che girano, come se ne vedono nei migliori film, con tutti i suoi cavalli, carrozze o auto da corsa, jeep, robot, dischi volanti…bimbi.
Si perché nessuna giostra è davvero una giostra senza i suoi bimbi. Fedeli sognatori capaci di immaginare il più fantastico dei viaggi in quei 5, 6, 7 giri-giri-tondi.
E la vita è un po’ così, paghi il biglietto e salti in carrozza, giro, dopo giro, dopo giro, dopo giro…
Ma non sempre puoi avere il lusso di scegliere il tuo “mezzo”, la cavalcatura sulla quale al prossimo turno avrai l’opportunità di saltare.
Il bimbo è in fila, l’ha puntata da tempo e nell’attesa si è ripetuto centinaia di volte “appena arriva il mio turno, ci corro sopra!”; eppure, quando arriva il suo momento, l’unica vettura libera è quella che meno si aspettava, quella che forse neanche aveva visto. Che sfortuna! E quello sarà il giro più triste per il povero bimbo, ma ormai è su, e non importa cosa pensi, come si senta, la giostra presto ripartirà per l’ennesima volta, tieni duro piccolo, durerà solo pochi giri…e poi di nuovo tutti in fila.
Ormai, nel 2010, viviamo le nostre quotidianità, le nostre routine, le nostre giornate più o meno varie, con un senso di ripetizione, di rotazione, di riproponimento a catena, oggi più percettibile di qualche anno fa. Sempre più percettibile.
E così, proprio come in una giostra, che compie da sempre le stesse, identiche rotazioni, siamo convinti di poter salire e prendere parte a questo piccolo grande walzer giro, dopo giro, dopo giro, dopo giro ormai persuasi di trovare ogni volta la medesima situazione. E invece capita, come quel bimbo deluso, che quel posto che ci piaceva tanto non c’è più, costretti a sorpresa a salire su quella macchina che proprio non ci piace… un imprevisto, quel fulmine a ciel sereno che niente e nessuno ci aveva fatto presagire arrivasse, ci colpisce, inevitabilmente ci destabilizza, chi più, chi meno. Sei li che guardi la vettura, la situazione che proprio non ti va giù ma ormai sei salito, presto il giostraio premerà il tasto e ti devi decidere a saltare su. Che ti piaccia o no, la vita sta proseguendo, e non si fermerà certo davanti al tuo smarrimento.
Come affrontare quei più o meno terribili giri, che forse non sei neanche sicuro di riuscire a fare tutti? Chi ti verrà in soccorso? Ti fai forza, con un po’ di tenacia presto tutto passerà e potrai un giorno dire: “Ce l’ho fatta! E tutto da solo! Nulla potrà fermarmi ora!”, e puntualmente non riesci a risolvere un bel niente.
Anzi, finito il tuo turno, provato, ti rimetti in fila, fiducioso che “La prossima volta la giostra non mi frega mica!”, e invece non solo non ritrovi il tuo amato cavallo bianco, ma capiti su una macchinaccia anche peggiore di quella prima! Tasto, e VIA! Altro giro di walzer, di nuovo in fila…e al prossimo giro? Chi lo sa…
Frustrante situazione.
Un giorno hai la sensazione di avere il pieno controllo della tua vita, del tuo potenziale, e il giorno dopo ti ritrovi in ginocchio chiedendoti come sia possibile superare quel brutto momento, quella insospettabile circostanza.
E’ importante avere un punto fermo nella propria vita, una roccia che sai non crollerà mai.
Certo tutti abbiamo i nostri fantastici amici, i vari familiari pronti a tutto per noi, ma ognuno ha il proprio giro sulla giostra da fare, non c’è da dimenticarlo, e presto o tardi sarai chiamato a confrontarti a quattr’occhi col tuo problema, con l’imprevisto. E cosa gli racconterai?
Vi assicuro che ne ho viste e vissute tante negli ultimi tempi, ogni giorno è una nuova sorpresa, e dubito dimenticherò mai la singolarità del periodo che ho vissuto e che sto vivendo. E se c’è una sola cosa che posso assicurare in tutto questo turbinio, è che una roccia l’ho trovata, si chiama Gesù Cristo, ed è il proprietario della giostra.
Sappiatevi aspettare tutto nella vita, e assicuratevi di affrontarla col proprietario a bordo accanto a voi.
Buon giro!

Un abbraccio a chi sa di aver contribuito a questo mio pensiero, vi amo
LeleDreamer

L’ala di Riserva

•8 aprile 2010 • Lascia un commento

Ultimamente ho scritto poco fra queste mie pagine, un pò per gli impegni pressanti, un pò per pigrizia, un pò per esperienze vissute… Niente paura, tornerò presto a condividere ciò che penso, vivo e spero,ma nel frattempo vi lascio riflettere su un pensiero che ho trovato diversi anni fa, in un momento davvero particolare della mia vita, e che mi ha dato tanto. Enjoy!

Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita,
ho letto da qualche parte
che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza,
oso pensare, Signore,
che anche Tu abbia un’ala soltanto,
l’altra la tieni nascosta,
forse per farmi capire
che Tu non vuoi volare senza me,
per questo mi hai dato la vita:
perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami allora, a librarmi con Te,
perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla,
vivere è abbandonarsi come un gabbiano
all’ebbrezza del vento.
Vivere è assaporare l’avventura della libertà
vivere è stendere l’ala, l’unica ala
con fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come Te.
Ti chiedo perdono per ogni peccato contro la vita.
Anzitutto, per le vite uccise prima ancora che nascessero.
Sono ali spezzate.
Sono voli che avevi progettato di fare e ti sono stai impediti.
Viaggi annullati per sempre.
Sogni stroncati sull’alba.
Ma ti chiedo perdono, Signore, anche per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.
Per i voli che non ho saputo incoraggiare.
Per l’indifferenza con cui ho lasciato razzolare nel cortile, con l’ala penzolante, il fratello infelice che avevi destinato a navigare nel cielo.
E Tu l’hai atteso invano, per crociere che non si faranno più.
Aiutami ora a planare, Signore.
A dire, terra terra, che l’aborto è un oltraggio grave alla tua fantasia.
E’ un crimine contro il tuo genio. E’ un riaffondare l’aurora nelle viscere dell’oceano.
E’ l’antigenesi più delittuosa. E’ la “decreazione” più desolante.
Ma aiutami a dire, anche, che mettere in vita non è tutto.
Bisogna mettere in luce. E che antipasqua non è solo l’aborto, ma è ogni accoglienza mancata.
E’ ogni rifiuto.
Il rifiuto della casa, del lavoro,dell’istruzione, dei diritti primari.
Antipasqua è lasciare il prossimo nel vestibolo malinconico della vita, dove “si tira a campare”, dove si vegeta solo.
Antipasqua è passare indifferenti vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine.
E si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te.

Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva.

Premesso che qui il termine “pasqua” è inteso come origine e dono della Vita, vorrei dedicare questo pensiero a coloro i quali non si sono ancora stancati di sognare, a coloro che , nonostante l’inesorabile realtà che viviamo ci trascini verso l’ovvio e il terreno, si ostinano a cercare di volare sempre più in alto, verso qualcosa che qui giù ancora non scorgiamo, ma che abbiamo la certezza nel cuore sia li ad aspettarci.

A tutti voi, stupidi sognatori, buon volo!

GodBlessYou!

LeleDreamer

The Number 23

•4 marzo 2010 • Lascia un commento

Si, è un po che vi ho abbandonato è vero…ho avuto da lavorare?Ho avuto da studiare?Ho avuto altro a cui pensare? Diciamo un po’ tutte queste cose…le distrazioni a questo mondo sono tante se lo vogliamo.
Ma colgo l’occasione dell’anniversario della mia nascita (anche se con qualche giorno di ritardo!) per tornare su queste mie pagine per scrivere qualcosa di (più o meno)utile!O quanto meno interessante… e per ringraziare tutti voi che state seguendo questo mentecatto che condivide rarissime perle di saggezza raccolte lungo la propria vita!
Eh si sono ben 23, e nonostante i ripetuti tentativi da parte di amici e conoscenti (si, vi amo tutti lo stesso XD) di minare il mio giovine spirito, mi sento ancora piuttosto bimbo dentro!!!
Evviva la sincerità…
Devo dire che di cose recentemente ne sono cambiate, alcune in positivo, altre un po’ meno.
Ma tutto serve a crescere, no?
E come accade a capodanno, a pasqua, a ferragosto e a Sant’Eustachio, si tirano le somme di ciò che è stato, e di ciò che sarà, o vorremmo che sia…
Ultimamente pensavo: “Caspita 23 anni e continuo a rimandare i miei sogni…”
Certo, ho una vita davanti direte, ma troppe cose avrei gia voluto fare!
Ma andiamo con ordine…come il mio buon compagno di blog Davidissimo, cercherò di fare una lista (quanto più credibile possibile!) di “cose da fare”:

- Scappare dall’Italia, fondamentale direi;
- Visitare: l’Australia e farmi una foto abbracciato ad una famiglia di Koala, la Nuova Zelanda per surfare nell’oceano e snowboardare sulle loro montagne, il Madagascar e conoscere PERSONALMENTE un lemure, Cuba e bere il vero Mojito, il Giappone per fare foto a tutti i giappocinesi per poi giocare a casa a “Trova le differenze”, la Mongolia per capire se sono stupido per davvero o ho ancora qualche speranza, il Colorado per snowboardare sulle Rocky Mountain, i Caraibi e nuotare con i delfini (ci sono li i delfini vero??), la Jamaica e vivere facendo le treccine sulla spiaggia!

Poi per fare invece i seri:
- Dedicarmi alle mie due più grandi passioni per Dio: la musica e la recitazione;
- Mettere su un gruppo musicale (working on….) e girare il mondo portando il messaggio di Cristo!
- Girare qualcosa che sia un corto, un film, un video musicale, non importa, ma che sia di impatto con il suo messaggio e faccia davvero riflettere sull’amore vero che solo una persona può dare;
- Servire Dio lontano da casa, e non voglio dire “in un paese povero, dove si muore di fame, dove la società è disagiata”, ma voglio riuscire a dire “dove il Signore vuole”;
- Essere più umile ogni giorno…
- Vedere mio fratello diventare un mostro del Sax …!

Che dire…di roba da fare ne avrei! Chi vivrà vedrà…
Per ora mi limiterò a fare stage in uno studio e a dare esami all’università, meglio tenersi umili… :/

GodBlessYou!
LeleDreamer

Al Grande Fratello si parla di…fede?

•27 gennaio 2010 • Lascia un commento

"Solo il rispetto, rivelandoci il «sacro», quanto cioè non può essere per nessun motivo oltraggiato, ci preserverà dal profanare il presente, incuranti del futuro." (Christoph Schönborn)

Lunedì mi sono ritrovato dopo tanto, tantissimo tempo a guardare la tv.
E il motivo era più che valido, oserei dire: The Departed. Un filmetto firmato da quel dilettante di Scorsese.
Sorvolando sui problemi di trasmissione del nostro ormai amato(?) digitale terrestre, fra una pubblicità e l’altra mi è capitato di fare un po di “zapping”.
E fu così che incappai in un momento non troppo alto di televisione italiana: il Grande Fratello.
E indovinate in quale momento (e non fate finta di non sapere di cosa parlo!)?
L’espulsione di un concorrente in seguito ad un comportamento “scorretto”.
Ma andiamo con ordine.
Quasi mi vergogno a sapere tante cose sull’argomento, ma ciò che mi preme è portarvi verso la mia considerazione finale.
Durante la settimana scorsa, all’interno di un discorso come qualsiasi altro, ad un concorrente scappa una parola di troppo, che difficilmente, soprattutto in un paese come l’Italia, passa inosservato: una bestemmia, in diretta!
Ora, non è solo l’accaduto in se che mi ha fatto riflettere (siamo purtroppo abituati a tale linguaggio…), ma tutto ciò che ha generato in seguito, nella casa e fuori.
La regia è stata impeccabile, quasi cinematografica.
Nello studio regna una grande tensione, la suspense è tangibile anche nella casa quando la Marcuzzi annuncia che è successo qualcosa di grave nei giorni passati, e che bisognerà prendere dei seri provvedimenti.
Viene rivelato il colpevole, che in pieno stile italiano finge di non sapere assolutamente di cosa si stia parlando, e, come Striscia insegna, per fugare ogni dubbio viene mostrato a noi e agli inqulini la registrazione riportante il misfatto: lo spiazzamento è generale e Massimo, questo il protagonista della vicenda, sfodera una faccia del tipo “ah, caspita mi era proprio passato di mente!”.
Sostenendo l’ingiustizia  degli eventuali provvedimenti della direzione, ai concorrenti viene mostrato anche un breve montaggio dei titoli delle maggiori testate italiane riportanti in prima pagina le espressioni di sdegno per quella irrispettosa parola.
E’ scandalo.
Ogni dubbio è ora fugato: l’accaduto non era forse così “irrisorio” come credevano. I ragazzi intuiscono ormai chiaramente la conseguenza. Le lacrime sono copiose.
Mentre Massimo vaga nervosamente in 2 metri quadri con le mani nei (pochi) capelli, il resto della ciurma dà fondo alla propria riserva di liquidi, minacciando una vera e propria alluvione casalinga.
Gli Haitiani? Dilettanti.
La Marcuzzi spiega che non si puo passare sopra ad un avvenimento del genere, e che si deve fare qualcosa.
Massimo si assume eroicamente ogni responsabilità di quel folle gesto, gonfia il petto, è pronto! Che uomo!
Il dolore è straziante, non è facile perdere una persona, una ricchezza del genere.
Per qualche assurda ragione, si è più addolorati per la “perdita” di quella persona, che per il motivo per cui è stata “persa”.
Massimo è invitato ad uscire. Interviene il sommo Signorini.
E’ da questo momento che la mia attenzione si è focalizzata maggiormente sulla faccenda.
Signorini, ad uno dei distrutti concorrenti: “Ma scusa, vorrei dire una cosa, tu che ti professi tanto cattolico, credente, tu che hai portato la tua “fede” nella casa, noi vorremmo sentire cosa ne pensi tu per una volta, visto che fino ad ora sei stato in silenzio a riguardo”. Però! Mica stupido il tipo!
L’incalzamento, da buon uomo(?!) di spettacolo quale è, è televisivamente geniale, ora la palla passa al “credente”.
Mi dico ingenuamente: “Oh, magari da questa immondizia ne esce qualcosa di utile e buono per una volta, è un’occasione ghiottissima per spiegare un punto di vista diverso!”
È il disarmo più totale!
Il tizio non riesce a mettere 4 parole in fila di senso compiuto sull’argomento, è confuso, non si capisce se lo è più per l’espulsione del macho palestrato, o perché effettivamente non sa neanche lui in cosa crede…e il dolore continua (almeno fino all’inizio di Mai Dire…!).
Ora mi domando: possibile che per parlare di fede in televisione, debbano accadere cose simili?
Possibile che ci sia tanta “ignoranza” in tema? E soprattutto da parte di chi, di quella fede, si fa seguitore?
Di opinioni riguardo all’accaduto ne ho sentite diverse; da chi è totalmente disgustato da ciò che è stato detto, a chi pensa: “ora si stanno attaccando alla bestemmia, ma perché non è altrettanto grave ciò che fanno davanti alle telecamere ogni giorno?”. Effettivamente…
Certo che per un media, fare del moralismo in una situazione del genere, è una missione piuttosto rischiosa…accusano un linguaggio scorretto, ma ci propinano del materiale moralmente piuttosto scadente ogni giorno…
E come se non bastasse, su Facebook, a meno di 24 ore dall’accaduto, prolificano gruppi su gruppi a sostegno del bestemmiatore, rivolendolo dentro la casa.
Forse è arrivato il momento di gridare forte.
Forse è arrivato il momento di far capire a questa città, a questo paese, che c’è un popolo che ama Dio, che si sforza di onorarlo nonostante i propri sbagli, che non è accettabile sentir dire, per le strade come in tv, delle aberrazioni simili, che se tu bestemmi colui che considero un Padre, come la prenderesti se io bestemmiassi il nome di tuo padre, o di tua madre? Allora forse non considereresti più la bestemmia come un “vabe puo scappare, non l’ho detto per offendere, te la stai prendendo troppo”.
Troppo spesso ci si professa paese cattolico, credente. Ci spacciamo per spavaldi difensori della cultura e dei valori italici, e poi non sappiamo nemmeno di cosa stiamo trattando. Ci riempiamo la bocca di belle parole e poi con estrema leggerezza si affrontano temi importanti come il rispetto, l’amore, la fede. Svendendoli.
Io di certo non sono nessuno per insegnare o per giudicare, ma almeno su ciò che amo permettetemi di esprimermi.
Dio, che tu creda alla sua esistenza o meno, non si merita certi discorsi, certi comportamenti, certe offese. E se non vuoi farlo per Lui, almeno rispetta chi lo ha conosciuto, e lo porta con se nella sua vita.
Ma il problema è anche qualcos’altro.
Oggi la bestemmia è diventato un intercalare, una punteggiatura. La palma di “Categoria meno rispettata” ormai se la giocano stranieri e credenti. E non ti invidio per niente se sei un credente straniero in questo paese…
Siamo abituati sul posto di lavoro, a scuola, nei luoghi pubblici ad ascoltare offese al nome di Dio, ormai per le cose più futili e stupide. E non ci dovrebbe essere bisogno di me che vengo e ti dico che sono credente e mi stai mancando di rispetto. Il rispetto andrebbe portato a prescindere. E per le cose giuste. Perché scommetto che se un ragazzo sale su un autobus e grida una bestemmia, dubito rischi qualcosa all’infuori dei commenti sottovoce di qualche vecchietta. Ma se lo stesso ragazzo, sullo stesso autobus, gridasse Roma M***a, sono convinto che sarebbe ottima cosa per lui essere allenato negli 800 metri a ostacoli, se non vuole essere linciato.Questo è il paese in cui viviamo. Questa è la società che abbiamo creato.

Allora, vogliamo fare qualcosa?

Be careful little eyes, what you see
Be careful little mouth, what you say…
LeleDreamer

La carica dei cento…uno!

•20 gennaio 2010 • 3 commenti

Se ci fosse lui a dirigere il traffico saremmo tutti piu felici di uscire di casa!

WOW!!!I primi 100 visitatori!
Lo confesso, in una sola settimana di “attività” non mi aspettavo tutti questi visitatori!
Di cui una parte d’oltreoceano! Comincio a prenderci gusto…
Bè devo ringraziarvi di cuore, cari primi affezionati! Presto vi verrà recapitato direttamente a casa un simpatico gadget e, pensate, a estrazione, un viaggio per due per una meta esotica a scelta fra Ostia, Civitavecchia, Ladispoli e Ceprano (a casa del mitico Mollo ahahaha)!
L’evento, ho pensato, merita senz’altro un post di celebrazione!
E questa mattina mi sento di parlarvi di un argomento tanto caro a ognuno di noi, qualcosa che riguarda milioni e milioni di persone ogni mattina, pomeriggio, sera…a momenti pure la notte! Continua a leggere ‘La carica dei cento…uno!’

 
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